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La Basilica | Restauri | Restauro Crocifisso ligneo sec. XVII di Fra Angelo
Restauro della Basilica 2002-2003 |  Restauro Organo a Canne |  Restauro Crocifisso ligneo sec. XVII di Fra Angelo | 

RESTAURO CROCIFISSO LIGNEO SEC. XVII di Fra ANGELO.

IL RESTAURO DEL GRUPPO SCULTOREO DETTO "IL CAVARIO" di MARIA PRATO.


Gruppo scultoreo detto “IL CALVARIO”. Raffigurazione: Crocifissione di Gesù con Maria Addolorata, S. Giovanni, Eterno Benedicente e puttini.

Datazione presunta: XVII sec.

Attribuzione: Fr. Angelo da Pietrafitta (+ 1699).

Autorizzazione al restauro: Soprintendenza per Beni S. A. E. per la Puglia – Bari del 15. 07.2009 prot.n. 4043. Responsabile Alta Sorveglianza dott.ssa Rosa Lorusso

Il gruppo scultoreo detto “Il Calvario” ha come fondale un pannello ligneo dipinto, che raffigura un paesaggio con edifici e nimbi di nuvole. E’ la città sulla quale si scatena la tempesta nel momento della morte del Cristo. Il pannello è racchiuso in una cornice lignea, centinata, scolpita a bassorilievo con volute floreali e vegetali. Il piano centrale è apribile verso il retro perché, in passato, aveva la funzione di consentire la visione delle piaghe sulle spalle del Cristo.

In basso, scolpite a tutto tondo e poste ai lati della croce, vi sono le due statue dell’Addolorata e del San Giovanni, in dolorosa contemplazione del Crocifisso, anche questo a tutto tondo, sulla croce aderente al fondo, posta al centro della composizione.  Due puttini scolpiti e agganciati al fondo, insieme al mezzobusto dell’Eterno Padre Benedicente, anche questo tridimensionale, su nimbo di nuvole con la colomba dello Spirito Santo, completano la scena.

In alto, al di fuori della cornice centinata che include la raffigurazione, ma alla quale si direbbe attinente, è collocato uno stemma di famiglia gentilizia locale – Capani o Arcudi - forse committente.

L’intero gruppo è scolpito in legno e arricchito da pellicola policroma e doratura a foglia.

Il gruppo scultoreo è descritto in “I Conventi della Serafica Riforma di S. Niccolò in Puglia.” di P.B. Perrone, ed è attribuito a frate Angelo da Pietrafitta artista calabrese del XVII secolo che scolpì questo Calvario francescano,  così come molte altre opere delle dimore minoritiche della regione, anche se il nostro è tra i pochi attualmente rimasti completi.

 

L’opera si presenta in avanzato stato di degrado.

Anche ad una prima analisi superficiale sono evidenti le trasformazioni subite dal gruppo scultoreo, infatti la cornice di fondo è stata ridotta nelle dimensioni – e forse anche il fondale – probabilmente per adattarli alla attuale collocazione.

Inoltre sono inseriti per diversi centimetri nel piano del basamento, e bloccati dalla muratura e dal rivestimento in pietra leccese, quasi che l’altare sia stato costruito successivamente alla collocazione del fondale.

L’infestazione di tarli è evidente e diffusa soprattutto nelle parti più basse delle statue e del fondale, fino ad aver distrutto intere parti come mani e piedi degli angioletti, mentre le basi di appoggio delle due statue sono a rischio di sfondamento. 

Con alcuni semplici saggi di pulitura, si è verificato lo stato delle pellicole policrome, che si presentano gravemente danneggiate. Gli abiti delle figure sono completamente ricoperti da ridipinture. Al di sotto di queste, gli abiti sembrano essere completamente diversi per tonalità e decorazioni. Sono presenti diverse lacune negli strati pittorici, molte ricoperte dalla ridipintura posticcia, senza altro tipo di intervento di ricostruzione, a dimostrazione della grossolanità del rimaneggiamento subito dalle sculture.

Negli incarnati lo spessore di sporco e lucidature  oscurate è tale da alterare le tonalità generali, con un appiattimento delle sfumature, attualmente illeggibili. Gli incarnati al di sotto di questo strato, destano perplessità sulla originalità delle policromie, che potrebbero essere ulteriormente ridipinte.

Sono presenti numerose lacune e lesioni di materia lignea anche con frammenti persi o comunque distrutti.

 

Lo stato dell’opera indica già di per sé l’urgenza del restauro.

Questo dovrà essere infatti mirato innanzi tutto alla conservazione, ovvero all’arresto delle cause del degrado che mettono seriamente a rischio l’integrità dell’opera, per il danno subito dalle materie che la costituiscono, oltre alla grave penalizzazione della lettura e quindi della godibilità dell’opera.

Per correttezza ed efficacia delle varie fasi di intervento si è ritenuto opportuno lo smontaggio dell’opera, avvenuto nei giorni 12 e 13 ottobre 2009.

Il restauro proseguirà con la disinfestazione dei vari elementi del gruppo, al fine di arrestare l’azione degli xilofagi. Quindi verrà eseguita la pulitura ovvero l’eliminazione dello sporco e delle ridipinture in modo da ritrovare la policromia originale. Di seguito ci sarà il consolidamento del supporto ligneo, mediante iniezioni di resina consolidante, in modo da restituire solidità a quelle parti di legno disgregate dalla azione dei tarli.

Dopo si eseguirà la ricostruzione delle lacune, e varie lesioni, quindi l’integrazione pittorica delle lacune dei colori con il metodo di integrazione pittorica detto Rigatino, ovvero con un sottile tratteggio policromo che, a distanza ravvicinata, rende riconoscibile l’intervento odierno, nel rispetto del valore storico-artistico delle opere.

A conclusione dell’intervento, le sculture e i vari elementi che compongono il gruppo scultoreo saranno protetti con una o più mani di vernice finale opaca, a seconda dell’assorbimento, e saranno ricollocati nella stessa sede dalla quale sono stati smontati.

 Video Restauro 1

Video Resturo 2

Presentazione dei restauri 30.04.2010

Presentazione dei rastauri 19.09.2011

 

GALLERIA FOTOGRAFICA
saggi di pulitura, colomba dello Spirito Santo 2 marzo 2010
saggi di pulitura, manto della Madonna 2 marzo 2010
Saggi di pulitura 2 marzo 2010
Saggi di pulitura 2 marzo 2010
saggi di pulitura, gambe del Cristo 2 marzo 2010
saggi di pulitura, stemma di famiglia 2 marzo 2010
saggi di pulitura, volto del Padre Eterno 2 marzo 2010
saggi di pulitura, volto del Padre Eterno 2 marzo 2010
volto di san Giovanni, si notano i segni delle lacrime 2 marzo 2010
vlto della Madonna, si notano i segni delle lacrime
saggi di pulitura, manto della Madonna 2 marzo 2010
saggi di pultura, cornici del gruppo scultureo 2 marzo 2010
Saggi di pulitura, sull'ala dell'angelo si nota la foglia d'oro 2 marzo 2010
Maestri intenti a smontare l'opera lignea 12.10.2009
Maestri all'opera nello smontaggio del Calvario
Maestri intenti a smontare l'opera lignea 12.10.2009
La restauratrice Maria Prato
La restauratrice Maria Prato con il Crocifisso di fra Angelo da Pietrafitta
Il Crocifisso posizionato sul tavolo nella stanza del restauro
Volto di Cristo
Volto di Cristo
Particolare: spina della corona conficcata nel sopracciglio sinistro del Cristo
Particolare del volto di Cristo prima del restauro
Piaga del costato del Cristo, si intravede il cuore
Piaghe della spalla di Cristo
statua dell'Addolorata
Volto dell'Addolorata in avanzato stato di degrado a motivo dei tarli e delle varie vernici
Volto dell'Addolorata
Volto di san Giovanni apostolo notevolmente deturpato dai tarli e delle incrostazioni dei secoli
Volto statua san Giovanni apostolo
Colomba: Spirito Santo
Angeli, colomba dello Spirito Santo e cartello INRI apparteneti al gruppo scultoreo della Calvario
Angeli seriamente rovinati dai tarli
Particolare della cornice del Calvario
Volto dell'Eterno Padre

 

 

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