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La Basilica | Restauri
Restauro della Basilica 2002-2003 |  Restauro Organo a Canne |  Restauro Crocifisso ligneo sec. XVII di Fra Angelo | 

 STORIA DEI RESTAURI

   INTERVENTI SUGLI AFFRESCHI

  • Fine Settecento: interessò la volta della terza campata della navata centrale, vennero ridipinte parti in cui il colore
    era caduto ad opera di un pittore locale.
  • Fine Ottocento - inizi Novecento: la quarta campata venne interessata per due volte da interventi, il secondo con
    dannose stuccature ed iniezioni di fissaggio realizzate con gesso e calce carbonatata.
  • Fine anni Sessanta: pronto intervento sugli intonaci decorati propedeudico al risanamento architettonico.
  • Restauri 1971- 1991: con fondi ordinari del Ministero per i Beni Culturali, hanno interessato l’intero ciclo pittorico
    a partire dalla volta della navata centrale per poi proseguire verso il basso nelle navate laterali dopo l'intervento
    relativo all’eliminazione delle cause di umidità. Nella prima fase dei lavori si rese necessario lo stacco di alcuni
    affreschi collocati nella facciata interna (ultima campata a sinistra della nave centrale). L’intervento è consistito nella
    rimozione degli scialbi; eliminazione dei sali, delle ricarbonatazioni e dei fissativi alterati; consolidamento dei distacchi
    dell’intonaco e dell’arriccio dal supporto murario con resine acriliche in emulsione; realizzazione di intonaci a livello
    delle piccole lacune; realizzazioni di intonaci sotto livello per le lacune più estese; integrazione pittorica ad acquerello (velature) nelle zone di abrasione degli intonaci originali.
  • 1992 – con finanziamento del Banco Ambrosiano Veneto, l’intervento ha interessato l’ultima navata sinistra e le decorazioni seicentesche della cappella dedicata a S. Francesco nell’ultima navata destra.

   IL RESTAURO ARCHITETTONICO

 

 

L’intervento conservativo del 1972 aveva accertato come una delle cause fondamentali del degrado degli affreschi (rigonfiamento degli intonaci, sfaldamento, alterazioni fisico-chimiche della pellicola pittorica) la persistente umidità presente nelle murature avente una duplice origine: dall’alto l’infiltrazione di acqua piovana dalle coperture, trattenuta dai rinfianchi delle volte; dal basso un’accentuata umidità capillare ascendente favorita ed attivata dalla natura dei materiali di costruzione.
Il contenuto ponderale d’acqua risultò essere compreso tra il 10 e il 15%. L’intervento consisté:
- nella realizzazione di un tetto in lastre di tipo Alusic-Standard su capriate in traliccio metallico sovrapposto all’estradosso delle volte dopo la sostituzione dei rinfianchi con materiale inerte secco.
- “taglio Massari” delle murature realizzato in due tempi; taglio a tratti alterni delle murature di spessori anche superiori a tre metri con carotatrice elettrica
da mm. 35 ad asse orizzontale eseguito a circa 10 cm.dalla quota di pavimento; successivo riempimento delle fessure con impasto fluido di resina poliestere. Il taglio venne praticato su tutto il perimetro murario ad esclusione della parete sinistra del presbiterio.

 

 

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